Cogliere le opportunità e risolvere i problemi

Cogliere le opportunità e risolvere i problemi

di Adriano Simonetti (3 minuti per qualche idea)

QUANTE COSE DA FARE

Capita spesso nelle aziende di essere presi dalla quotidianità delle cose da svolgere e dall’urgenza di farlo, che anche l’esame delle problematiche o delle opportunità viene fatto in modo routinario.

Questo comportamento porta spesso a prendere decisioni e ad attuare interventi che non sono il risultato di una attenta analisi dei problemi/opportunità e di una loro classificazione in ordine di importanza e urgenza, bensì di interventi in ordine cronologico.

Ma una azienda trae benefici nella sua crescita non dalle risoluzioni fini a se stesse dei singoli problemi, bensì da un approccio ordinato alle reali criticità (positive o negative), classificate per importanza ed urgenza e quindi affrontate in modo metodico.

 

IL METODO AIUTA

E’ più importante definire correttamente il problema che trovarne la soluzione dato che ad una diagnosi precisa corrisponde una terapia migliore e le soluzioni sono più creative e quindi di maggiore efficacia, tanto quanto è maggiormente ampio lo scenario analitico considerato.

Thomas Wedell-Wedellsborg in un articolo su Harvard Business Review di Gennaio-Febbraio 2017 indica alcune linee guida da seguire per raggiungere lo scopo espresso sopra.

Le attività da svolgere sono sette:

  • Stabilire la legittimità del metodo condividendolo con tutti quelli che parteciperanno alla ridefinizione dei problemi/opportunità; solo chi ci crede potrà applicarlo efficacemente senza prevaricazioni.
  • Coinvolgere nella discussione persone esterne sia appartenenti all’azienda che non; l’importante è confrontarsi con coloro che non sono viziati dalla quotidianità lavorativa e da un angolo visivo sempre uguale; questa pratica è quella che dà i migliori risultati, ma è importante non aspettarsi dagli esterni soluzioni ma indicazioni su aspetti che normalmente non si sarebbero considerati.
  • Mettere sintesi e definizioni per iscritto perché spesso si esce dalle riunioni pensando di essere tutti d’accordo mentre le interpretazioni poi si rivelano molteplici.
  • Chiedere cosa manca in quanto si tende a dettagliare a dismisura su un singolo aspetto del problema piuttosto che a considerare se ve ne sono altri e magari di maggiore peso.
  • Considerare più tipologie di problemi ad esempio inquadrandoli sia nell’oggettività della situazione che nell’emozionalità/aspettativa delle persone coinvolte.
  • Analizzare le eccezioni positive ovvero considerare quelle situazioni simili in cui il problema non si è presentato o si è riusciti a cogliere un’opportunità, ciò al fine di individuare le variabili che incidono sulla situazione.
  • Mettere in discussione l’obiettivo porta a verificare che il risultato da raggiungere sia veramente quello che ci aspettiamo e non diverso in conseguenza di una maggiore oggettività (cosa che spesso accade quando sono coinvolte persone).

ALLENARSI PER IL SUCCESSO

Questa metodologia, pur essendo potente, ha bisogno di determinazione, allenamento e tempo per cui va inserita al meglio al fine di non intralciare le attività quotidiane; è altrettanto indispensabile che chi coordina le persone partecipanti abbia predefinito un filo conduttore da seguire per impedire sia che la fantasia non sia coerente con il problema, sia che manchino stimoli di analisi.